Conoscere i supporti: pianta | 3D | Render

Nell’ultimo articolo abbiamo avuto modo di parlare della vision board e della mood board, ecco il link, due strumenti sicuramente utili per la definizione del progetto della tua casa; oggi restiamo sempre nell’ambito degli strumenti ma parliamo dei supporti:

  • La pianta
  • Il 3D
  • Il render

L’ordine non è casuale, ma piuttosto logico e temporale infatti uno è la conseguenza del precedente. Sono interessanti per analizzare il progetto nelle varie fasi, iniziamo infatti con la pianta, valutiamo poi il 3d ed analizziamo infine il render, spesso foto realistico. Tuttavia per quest’ultimo dobbiamo prestare molta attenzione quando analizziamo il risultato finale, perchè il gioco delle luci, delle finiture, dei colori è influenzato dal supporto sul quale lo guardiamo, quindi tecnicamente il risultato è sicuramente fotografico, ma difficilmente realistico. Comunque, procediamo per step ed iniziamo dalla pianta, vediamo perchè all’inizio è importante.

La pianta

Comunemente per comodità viene chiamata “Pianta” tecnicamente si tratta di un disegno in 2D (due dimensioni) visto dall’alto, chiamato anche “disegno in pianta”. Nelle prime fasi progettuali è interessante oltre che performante perchè è lo strumento perfetto per definire la distribuzione interna delle varie stanze, ma non solo, diventa utile anche quando dobbiamo analizzare la disposizione dei vari arredi e complementi.
E’ il disegno perfetto per analizzare in modo oggettivo i giusti passaggi ed i corretti ingombri, inoltre è facile da realizzare perchè si lavora esclusivamente in due dimensioni.
E’ importante quando si disegna in pianta lavorare in scala con le dovute proporzioni questo per poter valutare in modo preciso i vari passaggi ed ingombri. Le scale più utilizzate sono:

  • Scala 1/100 (1cm su foglio equivalgono a 100cm nella realtà)
  • Scala 1/50 (1cm su foglio equivalgono a 50cm nella realtà)
  • Scala 1/20 (1cm su foglio equivalgono a 20cm nella realtà)

va da sé che più la scala è piccola maggiori sono i dettagli e più facile è valutare la corretta distribuzione o disposizione.

Esempio di disegno in pianta, utilizzato per valutare la diversa distribuzione di tramezze e distribuzione arredi.

Come possiamo vedere dai tre disegni la vista in pianta diventa veramente utile per capire bene gli spazi e gli ingombri in modo molto chiaro ed oggettivo.

Il 3D

Una volta definita la distribuzione interna, o nel momento che vogliamo vedere in anteprima l’effetto della stessa, si passa al 3D aggiungiamo alla larghezza e lunghezza una terza variante che è l’altezza, e procediamo quindi lavorando su un disegno tridimensionale. E’ davvero utile perchè ci aiuta a capire meglio le dinamiche del progetto ed a valutare anche l’effetto delle altezze, sopratutto in quelle abitazioni dove dobbiamo pensare al tetto a vista, dove le diverse altezze interne date dalle falde possono poi influire sul risultato finale.
Nel 3d si preferisce lavorare in bianco e nero, questo perchè in questa fase si predilige prestare attenzione alle geometrie ed agli aspetti strutturali piuttosto che alle finiture ed all’impatto dei corpi illuminanti.
Prende ancora più importanza nel momento in cui dobbiamo valutare la disposizione degli arredi perchè con la vista in tre dimensioni possiamo analizzare meglio l’effetto e la funzionalità degli stessi.

Esempi di 3D per la valutazione della distribuzione e disposizione interna.

Il render

Dopo la vista in pianta e dopo aver analizzato il 3D passiamo al render, lo strumento di supporto più conosciuto in ambito design d’interni. Personalmente mi piace affermare che il render non sempre aiuta, anzi talvolta può esser uno strumento deleterio per la presentazione del progetto questo perchè troppi fattori esterni concorrono nella giusta riuscita del foto realismo; esso infatti dipende con quale device viene guardato, esempio da cellulare avrà dei colori, dal computer altri colori questo perchè ogni device ha i sui parametri, ma non solo, anche il giusto equilibrio tra luce naturale e luce artificiale nel disegno possono creare difformità rispetto alla realtà. Ecco perchè lo ritengo utile non tanto per avere un’anteprima reale del progetto ma piuttosto per carpirne l’anima per valutare il mood e gli accostamenti. Utilizzato in questi termini allora il render assume un valore davvero importante.
Esistono diversi programmi di moderazione 3D accompagnati da software di renderizzazione, passiamo da quelli free e basilari per finire con i sistemi più performanti e specifici, logicamente più aumentiamo la capacità del motore di render più l’effetto fotorealistico sarà ottimale. Io utilizzo 3DS Max per modellazione e Vray per renderizzare trovo questi programmi perfetti sia per potenzialità che performance certamente non sono economici e nemmeno intuitivi per neofiti tuttavia seguendo i giusti corsi, anche on line, in poche settimane si possono raggiungere ottimi livelli.

Il 3D in piano e nero, trasformato poi nel render fotorealistico.

Oggi abbiamo visto perchè sono supporti utili la pianta, il 3D ed il render, nel precedente articolo invece abbiamo valutato le potenzialità della vision board e della mood board… nel prossimo articolo invece parleremo degli stili, dell’importanza di conoscerli e comprenderli. Così articolo dopo articolo avrai maggior conoscenza del nostro mondo.
Ci vediamo martedì 16 aprile!

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