Libertà progettuale

Come ha anticipato Elisa nell’articolo di presentazione, vogliamo dare un taglio diverso ai contenuti. Raccontandoti di noi, della nostra idea di design, del nostro approccio con il mondo della progettazione e con gli stili che meglio ci rappresentano.
In questo martedì di novembre ti parlo della mia idea di progettazione e del mio modo di pensare al mio lavoro.

Il titolo

“Libertà progettuale” un titolo ambizioso per l’articolo. Un titolo che dev’esser spiegato. Libertà è un termine molto inflazionato, utilizzato in modo trasversale in diversi ambiti. L’enciclopedia Treccani la definisce in questo modo:

libertà: La facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo”

Una definizione ben precisa. Netta. Nell’ambito del mio lavoro dov’è che trovo la libertà? Come posso realizzare i miei progetti, realizzare il tuo progetto di casa operando in libertà? Perchè ritengo che sia interessante per te collaborare con un designer che si muove in libera autonomia?
Ora ti spiego.

La mood board con le sue texture. Tinte, colori, sfumature.. Utile per cominciare a prendere familiarità con le linee del progetto..

La mia storia

Prima di vedere dove troviamo il plus nella libertà all’interno del mondo del design d’interni, devo fare un passo indietro e raccontarti il mio background. Mi son mosso sin dagli albori della mia carriera di designer nell’ambito della progettazione. Iniziando il percorso nelle strutture d’arredamento. Negozi d’arredo. Alcuni più strutturati, altri più attenti alla qualità del prodotto. Altri ancora con sfumature più artigianali e più performanti sotto l’aspetto delle personalizzazioni. In quegli anni ho potuto affinare le mie conoscenze e la mia capacità progettuale.
Tutti però avevano, ed hanno tutt’ora, una peculiarità in comune. Una caratteristica che limitava la mia libertà, e di conseguenza non mi permetteva di creare davvero un progetto sartoriale per chi affidava a me il suo progetto d’interni.
Sai qual è?!

La dinamica del commercio

E’ la base del commercio. Lavorando all’interno di strutture che vendevano prodotti, ero vincolato a proporre nei miei progetti “solo” quei materiali che poi potevo realmente vendere. Utilizzo apposta il termine “vincolato” anche se nei trattati sulla corretta comunicazione viene visto come un termine negativo. Lo utilizzo proprio perchè in questo caso la sua accezione è negativa. Vincolo è l’antitesi della libertà.
Per carità, non dico che sia errato in determinate realtà commerciali, progettare e proporre i propri prodotti, ma converrai sicuramente con me che questa visione non sempre è interessante per te che ti approcci a progettare la tua casa dei sogni.
Anche i consigli che ti verranno forniti, in questo caso, avranno sempre alla base una sorta di conflitto d’interesse non trovi?
Faccio un esempio. Stai progettando la zona giorno della tua casa, sei indeciso tra una soluzione open space con cucina a vista, oppure creare un’ambiente dedicato per quest’ultima. Entri in un centro d’arredo che si propone anche come studio di progettazione, gli esponi il tuo quesito. Ora secondo te, l’arredatore ti proporrà quello che è meglio per la tua casa oppure quello che può venderti?
Vincolo. Libertà. Vedi la differenza è tutta qua.

L’essenzialità ed il minimalismo del tono su tono. Talvolta arricchito dalla natura e le sue bellezze.. la mia idea di design

La mia idea di libertà

Nell’esempio c’è la risposta alla mia esigenza di libertà. Uscendo dalla dinamica commerciale mi son scoperto un progettista ed un designer diverso. Non dico per forza migliore. Ma sicuramente differente.
Ho imparato ad ascoltare il cliente. Ho imparato non solo ad ascoltare ma anche a capire le necessità, le esigenze, le aspettative. Di conseguenza oggi riesco davvero a muovermi nel panorama del design d’interni libero da qualsiasi vincolo commerciale. I risultati si notano nei progetti, nelle realizzazioni.

La libertà ed il budget

Troppe volte nella dinamica dell’interior design il termine libertà evoca preoccupazione nel cliente finale. Generalmente si teme che la libertà progettuale venga intesa come assenza di budget prestabiliti. Ecco in questo c’è un po’ di confusione. Faccio chiarezza. Un buon progetto. Un ottimo progetto non può che prescindere dalla corretta definizione del budget a disposizione. Questo è un aspetto essenziale per poter davvero progettare e realizzare la tua casa. Non limita la libertà del designer, anzi per certi versi la rispetta e la valorizza. Logicamente posso consigliare quale potrebbe esser il corretto budget da destinare per un’intervento di design d’interni, in modo da poter soddisfare appieno le tue esigenze, ma l’idea d’investimento finale sarà sempre la tua.

La personalità degli ambienti.

La passione. La voglia di crescere. La voglia di migliorare. La voglia di poter esser davvero un interlocutore attento, pronto. La voglia di poter fare il mio lavoro di designer in modo autonomo. La voglia di libertà. La voglia di poter veramente esser utile al tuo progetto. Questo è quello che mi muove. Questo è quello che ispira i miei progetti. Questo è il lavoro che ho scelto per me.
Questi sono i motivi che mi donano la sicurezza di esser un valore aggiunto nei progetti che mi affidano.

Questa è la mia idea di design… e la tua qual é? Scrivila qua nei commenti….

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