Il forno: un elettrodomestico indispensabile

Che tu sia un cuoco provetto, un Masterchef della cucina o un inguaribile frequentatore di take-away, quando ti approcci al progetto della tua cucina ci sono elettrodomestici che non puoi fare a meno di installare: il piano cottura dove poter cuocere la maggior parte dei piatti che porti in tavola, il frigorifero ed il freezer che ti aiutano nella conservazione degli alimenti, la lavastoviglie che ti permette di utilizzare al meglio il tuo tempo e dedicarti ad attività più piacevoli, il forno a microonde così da poter risparmiare tempo nelle cotture, ed infine, ma non ultimo, il forno: il Re della cucina.

Il Re della cucina

Eccolo, è lui il vero Re della cucina: nelle sue molteplici declinazioni stilistiche che conferiscono all’ambiente cucina quella nota che enfatizza il mood globale. Total black per dare una visione elegante e raffinata, in acciaio per una connotazione più moderna e di sicuro impatto, con maniglia a scomparsa per linee decise e pulite, con comandi touch control tecnologici quanto basta per farti sentire al passo coi tempi, oppure push-pull comodi e funzionali, sicuramente i preferiti dai provetti Masterchef.
L’ho definito il “Re della cucina” perchè saperlo usare con maestria fa la differenza, eleva ogni piatto, arricchendo i sapori delle nostre pietanze; ma ahimè non basta solo questo, per poterlo sfruttare al meglio bisogna trovare il forno con le caratteristiche idonee al tipo di cottura che vogliamo fare, ed è qui che entra in gioco la figura del PersonalDesigners: ti ascoltiamo ed insieme valutiamo quali sono le funzioni che sono imprescindibili per il tuo utilizzo in ambito cucina, ci addentriamo nel lato estetico oltre che funzionale, ed infine selezioniamo quella serie di forni che meglio si adattano alle tue esigenze, spaziando indistintamente all’interno di tutta la gamma che il mercato attuale ci offre.

I Brand

Il brand e l’importanza del background che il singolo marchio ha sulle nostre scelte finali, un aspetto che merita un’attenzione particolare perché talvolta siamo guidati nelle nostre scelte dall’appeal del produttore a discapito del prodotto stesso. E’ un’azione inconscia che siamo abituati a compiere in tanti campi, lo switch consigliato è quello di valutare il prodotto al netto della marca, tanto più oggi giorno dove all’interno dei cataloghi dei singoli produttori troviamo un ampio range di possibilità che differiscono dal punto di vista estetico, funzionale ed economico. La traduzione pratica di tutto questo è riassunta in un esempio che trovo sempre utile: compariamo due forni, un modello entry level di Miele con 8 funzioni di cottura, e un modello top di Hotpoint con 57 funzioni di cottura, sonda e pulizia pirolitica. Come scritto prima l’appeal del brand Miele non può esser paragonato a quello di Hotpoint, non abbiamo certo bisogno di un master in marketing per saperlo, però comparando i due prodotti vediamo facilmente che il forno di Hotpoint è oggettivamente più performante rispetto al modello di Miele. Il risultato è una grande opportunità e qui prende forma la figura del PersonalDesigners selezionando quei forni che sono più performanti per te, in rapporto alle funzioni di cottura, all’estetica ed alla fascia di mercato, lasciando a te la scelta ora oggettivamente più consapevole.

Diverse funzioni, un unico risultato

Il forno sicuramente è l’elettrodomestico della cucina con più possibilità di scelta a livello funzionale. Per questo motivo ci piace conoscerti, chiederti cosa ti piace cucinare, per chi cucini – se per la famiglia o per tavolate numerose piene di amici – se per diletto, per sperimentare o magari per approcciarti alle nuove cucine emergenti. Oppure se lo usi per cucinare deliziose torte o la pizza, sinonimo d’Italia nel mondo.
Per noi è importante scoprire il tuo obbiettivo di cucina per poterti selezionare quel tipo di forno più performante per le tue esigenze. Infatti ve ne sono di diverse tipologie: basti pensare al forno ventilato ottimo per la doratura finale o per cucinare due pietanze di tipologia completamente differente nello stesso momento; in alternativa o in aggiunta gli sbuffi di vapore o il vapore totale: nel primo caso una funzione eccezionale per mantenere umidi gli arrosti, mentre la cottura a vapore ci permette di realizzare diversi piatti fino a prima sconosciuti al forno e, perchè no, anche esplorare la cucina asiatica molto incline a questo tipo di cottura.

Le funzioni principali

Alcune le abbiamo sfiorate nel precedente paragrafo, come scritto infatti esistono diverse funzioni che possono esser essenziali per la riuscita di un ottimo piatto finale, andiamo a vedere le principali:

Funzione Statico:

  • E’ la funzione base e permette la cottura mediante l’utilizzo di serpentine, generalmente sono due: una posizionata nella parte alta del forno ed una posizionata nella parte inferiore. Questa è una tipologia di cottura che si abbina molto bene con arrosti di carne o pesce, ottima anche per le torte. Viene utilizzata per la prima parte della preparazione di un piatto come le patate arrosto, seguita da una fase successiva che consente la creazione della caratteristica crosticina dorata, ovvero la funzione ventilata che approfondiamo di seguito.

Funzione Ventilato

  • Questa funzione avviene mediante l’utilizzo di una ventola posta sul retro del forno, da non confondere con la “ventilazione tangenziale di raffreddamento” che trovate nelle specifiche di tutti i modelli. Cucinare al forno con la funzione ventilato ci permette di mettere in cottura nello stesso momento due pietanze dal sapore e dalla sostanza completamente differente, ad esempio un’ombrina al forno e delle cipolle gratinate, senza che ci sia una contaminazione di sapori tra le pietanze. La stessa funzione come visto sopra è essenziale per rifinire la cottura di molti alimenti dorandoli con la caratteristica crosticina. Se vogliamo invece un piatto morbido al tatto e succulento l’utilizzo della ventola non è consigliato.

Funzione Vapore:

  • Molti modelli attualmente si sono affacciati al mondo della cottura a vapore e all’interno di questa macro categoria ci sono due sotto-categorie: i forni a vapore ed i forni a sbuffi di vapore. La differenza è sostanziale: nel primo caso il vapore funge proprio come elemento principale di cottura, nel secondo caso il vapore invece viene emesso a sbuffi controllati e serve non per cucinare ma per rifinire una cottura statica. Ottimo se utilizzato negli arrosti di carne o pesce per mantenere umide le fibre durante la cottura.

Funzione Lievitazione:

  • Funzione interessante da valutare per chi vuole sfruttare i lieviti per poi creare ottime pizze o fantastiche torte: con questa funzione i forni lavorano a bassa temperatura per far lievitare gli impasti. A differenza della lievitazione a temperatura ambiente utilizzando questa funzione del forno risparmierete anche tempo prezioso.

Funzione Scongelamento:

  • Già il nome ci viene in aiuto per spiegare la funzione, ovvero scongelare gli alimenti senza cuocerli. Molto interessante e molto attuale perché sempre più alimenti ci vengono proposti surgelati ma abbiamo sempre meno tempo per attendere lo scongelamento naturale: con questa funzione possiamo ottimizzare i tempi.

Funzione Pulizia Pirolitica:

  • Anche questa è una funzione ma non relativa al tipo di cottura, orientata piuttosto ad un accurato mantenimento igienico del forno. Generalmente è un ciclo di circa 180 minuti dove il forno raggiunge picchi di 400°C e per la legge fisica della combustione brucia ed igienizza tutto il vano cottura; basta poi passare all’interno del forno con un panno in cotone per eliminare i residui.

Funzione Pulizia con Vapore:

  • Come sopra siamo sempre nel campo della pulizia forno. Con questa funzione sfruttiamo come elemento principale l’acqua che viene versata in una delle leccarde del forno, e mediante il riscaldamento interno del vano cottura l’acqua evapora, le goccioline si posano sulle pareti interne e a fine ciclo ci basta prendere un panno in cotone e passare tutte le pareti per igienizzare il nostro forno. Rispetto alla pirolisi è un ciclo più breve, circa 40/60 minuti, dipende dai modelli.

La temperatura:

  • Questa non è una funzione del forno ma un parametro che tengo a valutare sempre attentamente quando devo selezionare un forno. Infatti non basta sceglierlo solo per le funzioni in base alle cotture che vuoi fare, bisogna prestare attenzione al range di gradi che può raggiungere un forno. I modelli che prediligo sono quelli che spaziano dai 30°C fino a 300°C: all’interno di questa fascia nessuna cottura è esclusa. Inoltre 30°C è la temperatura ideale per la lievitazione e per mantenere in caldo i piatti prima di servirli.

Le chicche

Di seguito vi riporto i link dove potete trovare alcune vere e proprie “chicche” relative al mondo dei forni:


Forno a Vapore secondo Neff

Dual Cook di Samsung

Slide&Hide di Neff

Forno Dolce StillNovo by Smeg

Il forno e le sue potenzialità

Come avete letto ho indicato le principali funzioni perchè è complesso racchiudere in un articolo del blog tutte le varie funzioni che si possono ritrovare in un singolo forno, ci vorrebbe un libro di ricette completo per valutare tutte le sue potenzialità.
Mi riprometto di tornare sull’argomento, ma se nel contempo vuoi scoprire con noi qual è il forno più indicato per te e la tua nuova cucina, segui questo link, contattaci e valutiamolo insieme!

La ricetta

Abbiamo chiesto aiuto ad una cuoca esperta, che come noi lavora con passione curando i suoi piatti, che sfornati diventano le Sue Creazioni. Nel suo regno, una cucina professionale incastonata all’interno di uno splendido contesto storico, avvolto in una opera d’arte figlia di altri tempi, immerso nelle colline moreniche ai piedi della Torre di San Martino della Battaglia, Daniela, proprietaria dell’Agriturismo Ortaglia, ci regala una delle sue ricette culinarie adatte alla cottura in forno:

Fesa di Maiale all’arancia (per 6 persone)

Prendere 1 kg di carre’ di maiale disossato e riporlo in una casseruola con olio, burro, sale e pepe.
Aggiungere una cipolla, una carota, due gambi di sedano tagliati a fette sottili e un’arancia pelata a vivo e divisa a spicchi.
Irrorare con un bicchiere di spremuta d’arancia e un mezzo bicchiere di vino bianco secco (Lugana).
Porre il tutto in forno a temperatura moderata di 180°C e cuocere per 1 ora e 15 minuti, bagnando di tanto in tanto con il sugo di cottura.
A cottura ultimata sgocciolare la carne e tagliarla a fette che andranno disposte sul piatto da portata caldo.
Frullare il sugo di cottura e metterlo sulla carne molto caldo e guarnire con fette d’arancia.

Daniela al lavoro sul torchio: un’immagine attuale che ci rimanda al passato, perchè per capire il presente ed apprezzare il futuro non dobbiamo dimenticare il passato. Poi uno sguardo sulla maestosa e caratteristica sala dell’agriturismo con un occhio sui piatti della tradizione e la selezione dei vini della zona Lugana, creati con maestria dalle uve delle vigne di proprietà, tra le quali spicca la bollicina dorata che il marito ha dedicato a lei chiamandola “Donna Daniela”.

Qui sopra abbiamo riportato una sua ricetta della tradizione, ma il mio consiglio è quello di fare una visita all’Agriturismo e lasciarsi coccolare dai suoi piatti. Magari trasformando poi la gita enogastronomica in una gita culturale visitando la Torre di San Martino della Battaglia, dove riecheggiano le gesta eroiche della guerra d’Indipendenza Italia, e che sorge a pochi metri dall’Agriturismo.

Color trend: terracotta

In questi giorni di “reclusione” mi piace evadere grazie alla tecnologia, e navigando su Pinterest ho notato un color trend che mi ha subito colpita, forse proprio perchè mi ha ricordato le tonalità calde e decise che ho scoperto nei miei viaggi in Marocco.

Non so se hai mai avuto occasione di visitarlo (in tal caso te lo consiglio!), ma è un paese dove tutti i sensi sono sovrastimolati: odori e sapori sconosciuti vengono esaltati da colori saturi e dirompenti. La palette più diffusa è proprio quella dei colori caldi, delle terre, del deserto. I materiali naturali vengono utilizzati per intonacare e tinteggiare le case, creando un effetto di continuità tra il paesaggio naturale e quello artificiale.

Foto dai miei viaggi in Marocco

Le sfumature

Protagonista di questo trend è il terracotta, accompagnato dalle tonalità calde della ruggine, del cuoio, del marsala (Pantone colore dell’anno 2015) o declinato in sfumature più delicate come il rame e il rosa, talvolta abbinato a sfumature ocra o nocciola.

Palette colori dalla nostra bacheca Pinterest https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/colore/terracotta/

Abbinamenti tra sfumature

Se ti piace osare puoi trarre il massimo da questo color trend usando tutte le sfumature in abbinamento tra loro, per un effetto caldo, avvolgente e di impatto. Suggerito in ambienti ampi e molto luminosi, perché queste tonalità tendono ad assorbire molta luce. Adatto anche per interni orientati prevalentemente a nord, dove la luce che penetra all’interno tende ad essere più fredda e c’è la necessità di “scaldare” l’ambiente.

Esempi di look tono su tono dalla nostra bacheca Pinterest https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/colore/terracotta/

Se desideri un impatto più soft, queste tinte si esprimono molto bene in abbinamento a colori tenui (bianco caldo, avorio, beige, tortora e sorprendentemente anche al grigio), e con materiali naturali come il legno chiaro, i tessuti grezzi e le pietre. L’effetto è rilassante ed elegante.

Sei amante dei colori scuri? Lasciati sorprendere dall’abbinamento con il nero!

Come dosarlo in un ambiente

Per i più coraggiosi l’effetto total look è certamente quello più coinvolgente: tutte le superfici e gli oggetti si animano delle varie sfumature, dalle più intense alle più delicate. Il risultato è di sicuro effetto!

Un’altra alternativa è quella di rendere questo colore protagonista dell’arredo principale della stanza, come può essere una cucina o un armadio.

Non sei pronto ad osare così tanto o ti piace rinnovare spesso i tuoi interni? Nessun problema, questo colore con la sua personalità può cambiare un ambiente anche dosato a piccoli tocchi. Che sia una parete a contrasto, un quadro, un complemento d’arredo, l’effetto è assicurato!

In quali ambienti utilizzarlo

Non porre limiti alla fantasia! Queste tonalità sono così neutre e versatili che sono adatte a tutti gli ambienti della tua casa, dalla cucina al living, dalle camere al bagno, perfino alla cameretta.

Esempi di ambienti con tonalità terracotta dalla nostra bacheca Pinterest https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/colore/terracotta/

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Ami questi colori ma non sai come inserirli in casa tua? Vorresti vedere come potrebbero stare prima di “passare all’azione“? Contattaci per una consulenza mirata!

Un loft a Brescia

Il desiderio di R. di trasformare parte del capannone che utilizza per lavorare in un appartamento dal sapore industriale mi ha subito entusiasmato; un’idea affascinante che rappresentava una bella sfida, sia dal punto di vista progettuale, sia dal punto di vista realizzativo.

R. è un ragazzo diretto e deciso, che sa esattamente quello che vuole e questo suo temperamento si riflette nelle decisioni che deve prendere, anche in ambito progettuale. Quando ci siamo visti la prima volta per parlare del progetto è stato molto semplice entrare in sintonia e capire esattamente quello che sognava per la sua casa. L’idea era quella di ricavare un loft sfruttando una porzione dello spazio lavorativo, in modo che i due ambienti fossero allo stesso tempo distinti ma anche comunicanti.

Lo spazio ricavato si prestava molto bene ad essere pensato e progettato come un grande open space, la scelta vincente per realizzare uno spazio funzionale e allo stesso tempo ricreare l’atmosfera industriale desiderata da R.

Lo stile industriale

Lo stile industriale nasce a New York negli anni ’50 quando, per la necessità di trovare nuove abitazioni a basso costo, si iniziò a riutilizzare spazi dismessi come fabbriche, uffici e centri direzionali. L’industrial style arriva alla notorietà grazie ai film americani e alle serie tv ambientati in questi spazi e soprattutto grazie all’affermarsi della Pop Art capeggiata da Andy Warhol e la sua Factory.

Lo stile industriale si caratterizza per un design particolare, basato su linee sobrie, essenziali e nette: in questo modo gli arredi sono funzionali, basici e fatti di materiali resistenti.

Questo stile è caratterizzato da elementi strutturali legati all’ambiente come ad esempio:

  • Grandi altezze;
  • Spazi molto ampi e open space;
  • Pilastri di cemento;
  • Presenza di tubature o travi ;
  • Vetrate molto ampie;
  • Muri grezzi e mattoni a vista

I materiali protagonisti dello stile industriale sono il cemento e il metallo, tuttavia per evitare di rendere gli ambienti freddi, si utilizzano anche il legno e il vetro; per quanto riguarda i colori invece si gioca sulle diverse sfumature dei grigi o su colori naturali e neutri.

Il progetto

Lo spazio concepito per il loft di R. è un grande open space caratterizzato da due diverse altezze che idealmente separano la zona living e la cucina; questo gioco di compenetrazione degli ambienti è sottolineato dalla grande vetrata in ferro battuto che delimita i due locali, rendendoli contemporaneamente un unico grande ambiente ma anche due identità separate.             

Il pilastro decorato della zona living e la parete effetto cemento

Nella zona living è presente un pilastro che, magistralmente decorato e pitturato, trasmette l’idea di una trave IPE in ferro battuto completa di bulloni. La parete principale che prosegue lungo i due ambienti è stata intonacata con un effetto cemento, in modo da donare un’ulteriore sensazione di continuità fra gli spazi.

La cucina

Una delle richieste imprescindibili di R. per la cucina era una cappa estetica in acciaio che sovrastasse l’isola funzionale con lo spazio dedicato alla cottura. La cucina è stata quindi studiata e progettata in due zone: una parte lineare che vede protagonista il lavello in acciaio sotto la finestra orizzontale e un’isola con la zona cottura e il piano snack.

La cucina è laccata bianco opaco in modo che i materiali che caratterizzando l’ambiente risaltino ancora di più. L’elemento dominante è l’acciaio che troviamo nella grande cappa estetica fissata al soffitto ribassato con dei tiranti, nel lavello sottotop a due buche, nelle gole e nello zoccolo e infine nel gambone telescopico che sorregge il piano snack a sbalzo.

La cappa in acciaio Lumen Isola della Falmec

Anche il piano di lavoro della cucina è giocato su due diverse altezze. La parte lineare vede la presenza di un top in quarzo grigio scuro dello spessore di 2 cm, mentre l’isola è caratterizzata da due top di altezze e materiali diversi: per la zona cottura viene riproposto il top in quarzo mentre per il piano snack a sbalzo si è optato per un effetto legno scuro anticato, con uno spessore di 4 cm, che ricorda i pianali di recupero in legno, in modo da accentuare ancora di più lo stile industriale su cui è basata la progettazione.

I due diversi top utilizzati per l’isola

Il risultato è una cucina essenziale e dalle linee pulite, caratterizzata da dettagli materici e di design che conferiscono allo spazio una forte connotazione industriale e rendono l’ambiente unico.

Ti è piaciuta l’idea che abbiamo avuto per questo progetto? Lo stile industriale può fare al caso tuo? Commenta qui sotto e fammi sapere cosa ne pensi.

Dai un’occhiata anche alla nostra bacheca di Pinterest per avere più spunti sullo stile industriale.

Come creare uno spazio funzionale

Vivere in un ambiente moderno significa soprattutto potersi muovere fra le stanze ed all’interno delle stesse in maniera agile e pratica, senza rischiare di urtare oggettistica varia come avviene in arredi che puntano più all’apparire che al vivere gli ambienti; tuttavia progettare una casa non si traduce per forza di cose nel sistemare in qualche angolo un oggetto di design, significa fare delle scelte per creare un ambiente in cui sentirsi bene.

Un Personal Designer presta particolare attenzione agli aspetti pratici e funzionali del vivere lo spazio, ad esempio che i mobili abbiano il giusto dimensionamento, che siano rispettati gli spazi di passaggio, che gli arredi siano disposti in modo comodo e funzionale.

Una libreria a tutta altezza è un ottimo esempio di come creare uno spazio funzionale poiché consente da un lato di avere capacità contenitive e organizzative importanti, dall’altro di arredare un’intera parete diventandone il focus progettuale.
Con un solo elemento di arredo ben progettato e studiato si può caratterizzare un ambiente, enfatizzarne lo stile e ricreare l’atmosfera desiderata; inoltre la funzione propria della libreria ci permette di trovare la giusta collocazione a vari oggetti e complementi d’arredo.

Le parole fondamentali per una buona progettazione d’interni sono due:

  • Semplicità
  • Funzionalità

Il progetto affonda le sue radici nella praticità e nella reale necessità di avere un elemento in un determinato spazio, senza orpelli o suppellettili che rischiano di rendere l’ambiente caotico e privo di una ben precisa identità. L’obiettivo è quello di creare un arredo funzionale, alleggerendo l’ambiente per renderlo più libero e semplice.

Le regole base per realizzare uno spazio funzionale

Di seguito trovi alcune facili regole da prendere in considerazione per creare un arredo che sia semplice e funzionale:

  • Evita di inserire troppi mobili e complementi d’arredo, ma prediligi soluzioni che possano generare spazi ampi e polifunzionali;
  • Non occupare lo spazio inutilmente rendendolo poco funzionale, studia l’ambiente nel dettaglio in modo da farlo diventare fruibile;
  • Mischiare troppi stili fra loro può creare un ambiente caotico e privo di un’identità progettuale e stilistica (se non l’hai ancora fatto dai un’occhiata al post sull’importanza della mood board da comporre all’inizio della progettazione);
  • Mobili pesanti ed ingombranti non sono la scelta ideale, soprattutto se ci troviamo in ambienti di modeste dimensioni;
  • Sfrutta la luce naturale come complemento d’arredo aggiuntivo; l’illuminazione ha un grande impatto sulla fruibilità di qualsiasi spazio, utilizza quindi fonti luminose per creare l’ambiente ideale per le diverse attività da svolgere nelle varie stanze.

Un ambiente bellissimo diventa quasi inutilizzabile se non ci si riesce a muovere. È importante scegliere l’arredamento e la disposizione dei mobili in maniera razionale, per fare in modo che gli spostamenti non siano intralciati da oggetti e che non ci siano spazi o angoli difficili da raggiungere.

Una progettazione efficace sfrutta gli spazi al massimo e tende a eliminare tutte quelle sovrastrutture che possono rendere l’ambiente poco funzionale; tutto questo si traduce nella creazione, laddove sia possibile, di open space e spazi polifunzionali in modo da avere continuità di passaggio fra gli ambienti e pulizia prospettica, sia dal punto di vista visivo sia dal punto di vista degli ingombri.

Render di progetto per un open space

Per garantire la funzionalità di ogni stanza dobbiamo assicurarci che ci sia posto per tutto, così che gli oggetti trovino una collocazione dove sono più necessari. In questo modo non ci saranno troppe cose in giro e l’ambiente risulterà spazioso e ordinato; tutto questo concorre anche ad avere una casa semplice e veloce da pulire.

La cucina come esempio pratico di spazio funzionale

A volte, quando scegliamo l’arredamento e i complementi, non riusciamo a focalizzare la nostra attenzione sulla funzionalità perché facilmente cediamo al fascino di certi oggetti, magari decorativi e di design, però ben poco pratici. Capita così di ritrovarsi in un ambiente ingombro di mobili e arredi, sicuramente belli, che però rendono poco fruibile lo spazio.             

Un Personal Designer sa benissimo quanto è importante trovare il giusto equilibrio tra estetica e funzionalità. Questo principio può essere applicato a qualsiasi ambiente della casa; prendiamo come esempio l’ambiente cucina per capire come possiamo creare uno spazio funzionale.

Partendo dalle dimensioni della stanza e dalla sua forma puoi adottare vari schemi compositivi in modo da suddividere al meglio le zone principali. Una delle prime cose da fare è considerare la metratura disponibile; questa analisi ci consente di progettare lo spazio rispettando determinate distanze e regole di composizione così da ottenere una cucina davvero funzionale.

La progettazione segue un preciso ordine e un determinato schema chiamato triangolo funzionale: dopo la postazione dedicata alla conservazione del cibo si affianca quella del lavaggio immediatamente seguita dalla zona cottura; queste tre aree è bene che vengano intervallate da piani di lavoro che consentano di poter lavorare muovendosi in maniera pratica e libera da ostacoli.

Una cucina progettata secondo lo schema del triangolo funzionale

Per arredare una cucina in modo funzionale bisogna quindi tenere conto di almeno tre aree principali: quella che si compone di piano cottura e forno, la zona riservata al lavaggio che comprende lavello e lavastoviglie, infine il punto di conservazione dei cibi con frigorifero, freezer e dispensa. Affinché la cucina risulti pratica e funzionale queste tre aree devono distanziarsi fra loro in maniera da consentirti di lavorare senza ostacoli e devono essere intervallate da piani di lavoro utili per la preparazione dei cibi.

Siamo quindi giunti ad una conclusione: uno dei requisiti più importanti per vivere bene gli ambienti è che questi siano funzionali. Ogni cosa deve essere al suo posto e lo spazio va progettato in modo da potersi muovere in libertà per compiere le azioni di tutti i giorni, in un incastro continuo e armonico fra complementi d’arredo, mobili e persone.

Tuttavia a volte non è per nulla semplice rispettare queste regole base ed è proprio qui che entriamo in gioco noi Personal Designers, grazie alla nostra capacità di organizzare lo spazio. Contattaci seguendo questo link e insieme studiamo una progettazione su misura per i tuoi ambienti, creiamo spazi pratici e funzionali che ti consentano di vivere al meglio la tua casa dei sogni.  

Per ulteriori spunti e ispirazioni visita la nostra pagina Pinterest e consulta le bacheche open space, librerie e cucina.

La Mood Board: un racconto fatto per emozionare

L’inizio di un nuovo progetto è sempre entusiasmante perché porta con sé occasioni nuove di creatività, ispirazioni, suggestioni ricche di atmosfere da esplorare e scoprire. Questi sapori e queste sensazioni vanno poi tradotte in qualcosa di tangibile, di visivo, che ci aiuti a comprendere qual è l’idea alla base del progetto.

Progetto creato in base alle idee contenute nella mood board

La parte iniziale e fondamentale del nostro lavoro di Personal Designers è una soltanto: ascoltare chi abbiamo di fronte; richieste, esigenze, sogni, desideri imprescindibili per la casa del tuo domani. Come avrai sicuramente capito leggendo questo blog, il lavoro del Personal Designer è quello di mettere te al centro del progetto; che tu stia costruendo, ristrutturando o arredando casa il vero protagonista sei tu, con il tuo modo unico di abitare e vivere lo spazio. Il brainstorming iniziale serve a raccogliere tutte le informazioni necessarie a comprendere meglio quale sarà l’anima della tua casa.

Riusciamo ad esprimere concretamente queste indicazioni attraverso uno strumento fondamentale: la mood board.

Che cos’è la mood board

Letteralmente dall’inglese mood che significa umore e board che vuol dire tavola, rappresenta la traduzione visiva del concept alla base della progettazione, una tavola che raccoglie le suggestioni per restituire graficamente l’atmosfera e lo stile del progetto.

Utilizziamo la mood baord per comunicare un’idea attraverso l’utilizzo di un collage di immagini, un mix di elementi diversi che si relazionano fra loro, una rappresentazione visiva e tattile dell’identità progettuale; è uno strumento che ci aiuta a definire il concept condividendo l’idea fin dall’inizio in un dialogo costruttivo, con il preciso scopo di comunicare il sapore del progetto. In questo modo si hanno già delle linee guida da seguire e le idee generate sono coerenti con il mood che stiamo cercando.

Mood Board digitale

Come è fatta una mood board

Una mood board può essere fisica o digitale: a mio avviso è utile utilizzarle entrambe e perché no, mixarle anche fra loro.              

La mood board fisica può essere una lavagna, un foglio, un pannello di legno sul quale posso incollare immagini, testi, disegni, stoffe, elementi materici e tutto quello che ritengo più opportuno per dare un’identità al progetto; l’utilizzo del senso del tatto favorisce l’atto creativo e aumenta la percezione sensoriale di alcuni componenti. Il risultato è quindi un concept pluridimensionale ricco di stimoli visivi e sensoriali che accendono la creatività.

La mood board digitale invece è una tavola grafica che permette di creare un layout giocando con testi, immagini, colori e parole chiave, rendendo la presentazione del progetto immediata e chiara.       

Come suggerivo prima, creare il giusto mix fra le due tipologie di mood board è il modo più efficace per entusiasmarti e coinvolgerti nella prima fase progettuale.

Mood Board fisica

A cosa serve la mood board

Creare la mood board è una tecnica molto efficace per organizzare il materiale e trovare una chiave di lettura del progetto originale e creativa; inoltre permette di coinvolgerti nel processo della creazione. La potenza di questo strumento è quella di partire da semplici parole chiave e sensazioni per arrivare ad un’idea creativa vincente, inquadrando fin da subito la visione del progetto. Produrre una mood board significa creare una narrazione visiva volta a pianificare e illustrare il processo creativo, sfruttando e rafforzando in questo modo l’idea iniziale alla base del progetto.

Se hai troppe idee e non sai quale potrebbe essere lo stile della tua casa dei sogni, contattaci a questo link, insieme creiamo la tua mood board personalizzata, insieme scriviamo il tuo racconto emozionale.         

Sei in cerca di ispirazione? Scopri la nostra bacheca Pinterest dedicata alle mood board!