Restyling della cucina

Voglia di cambiare

Generalmente parliamo di case in progettazione o ristrutturazione, con spazi da definire ed arredi da contestualizzare. Non sempre è così, ci sono coppie che vogliono effettuare un restyling dei propri spazi per il puro gusto di cambiare oppure per l’esigenza di dover riqualificare le stanze, magari adeguandole a nuove esigenze. L’ambiente che più si presta al restyling è senza dubbio la cucina, il cuore pulsante della casa, la stanza dove solitamente trascorriamo la maggior parte del nostro tempo e dove l’arredo risente maggiormente delle fatiche quotidiane.

Letizia ed Agostino

Proprio in funzione di questa esigenza ho conosciuto Letizia ed Agostino. Ho vivo il ricordo del primo incontro, eravamo ai primi di ottobre dello scorso hanno, ci siamo presentati e dopo una breve chiacchierata sono arrivati al punto: avevano intenzione di riqualificare la cucina effettuando un restyling che comprendeva l’arredo, la pittura delle pareti e l’illuminazione della stanza. Il tutto con una condizione imprescindibile: festeggiare la vigilia del Natale nella nuova cucina. Quindi calendario alla mano dovevamo ideare, progettare, rilevare le misure ed installare in circa 60 giorni.

L’inizio

Quando si pensa ad un restyling bisogna innanzitutto capire e cristallizzare il motivo di questa scelta, questo per avere chiaro l’obbiettivo che si vuole raggiungere. Perché è evidente che se vuoi fare un cambiamento, se non dettato da particolari esigenze, è per creare delle migliorie: diventa quindi fondamentale capire quali sono gli aspetti che non ti convincono dell’attuale cucina. Altro aspetto interessante è porre un obbiettivo dal punto di vista tecnico, distributivo ed estetico. Così ho proceduto con Letizia ed Agostino informandomi con domande dirette e ricevendo risposte altrettanto dirette e sicure: “Vogliamo una cucina funzionale, uno stile sobrio, lineare, con tinte calde”.

Come si presentava la stanza al sopralluogo preliminare

Funzionale

Ecco il tratto comune che caratterizza tutte le richieste di riqualificazione degli ambienti: la richiesta di maggiore funzionalità. Questa richiesta prende maggiore importanza proprio in questi casi ed è dettata dall’esperienza che si matura vivendo i vari spazi.
Il che non vuol dire che a suo tempo siano stati progettati in modo errato, ma solo che con il trascorrere del tempo cambiamo abitudini, variamo tipo di alimentazione, i tempi a disposizione sono sempre inferiori, oppure semplicemente diventiamo più pigri e prestiamo più attenzione alla comodità e quindi di riflesso alla funzionalità.
Scopri con noi come potrebbe esser un restyling per te, segui il link.

L’iter progettuale

Dopo il primo sopralluogo preliminare dove ho potuto visionare la stanza, valutare l’illuminazione naturale e rilevare le varie misure, ho iniziato la progettazione.
Prima di mettermi al lavoro, Letizia, Agostino ed io abbiamo avuto un incontro che mi è servito per capire a fondo le loro esigenze. Avevo bisogno di conoscere chi dei due cucina, se sono destri o mancini, ed altre domande relative alle loro abitudini in cucina, per poi passare agli elettrodomestici: chiedere cosa piace cucinare con il forno (hai già letto l’articolo che ho scritto su questo tema?), se nel lavandino lavano le verdure oppure anche i piatti, e tutta una serie d’informazioni necessarie per progettare una cucina sulle necessità di Letizia ed Agostino. Non nascondo che il loro esser decisi e diretti ha aiutato molto il mio lavoro perché sin da subito siamo riusciti a fare squadra insieme, avendo chiaro l’obbiettivo comune: realizzare la loro cucina dei sogni.
E tu sei pronto a fare squadra per il tuo progetto dei sogni?
Contattaci ,troviamo la chiave giusta per la tua casa!

Il progetto

La stanza si presentava molto interessante e perfettamente in linea con l’idea di cucina che avevano Letizia ed Agostino: un rettangolo ben definito con una grande entrata senza porte, le pareti a destra e sinistra completamente utilizzabili e prive di ogni impedimento, ed una bella porta finestra sulla parete di chiusura. Ottimo anche l’effetto della luce naturale, enfatizzata dal pavimento di mattonelle regolari.
Era l’ambiente ideale per creare quello che avevo in mente. Una cucina dal layout distributivo pulito che sviluppa su un’unica parete tutta la zona tecnica di cottura e preparazione cibo, mentre nella parete opposta trovano posto la dispensa, il frigorifero free-standing (richiesta specifica della coppia) e la colonna con il forno. Adiacente alla finestra abbiamo posizionato il tavolo di famiglia, che oltre ad aver delle finiture pregevoli, ha anche valore affettivo per Letizia ed Agostino. Oltremodo la posizione del tavolo trae beneficio dall’illuminazione naturale che entra dalla porta finestra, mentre nelle ore più buie viene impreziosito dall’illuminazione a led della sospensione circolare, che enfatizza le linee decise e nette della cucina.

L’inizio del percorso: i primi progetti, le prime preview, i primi passi

Lo sviluppo distributivo

Il punto principale come abbiamo visto era la funzionalità, che abbiamo abbinato alla capacità contenitiva aumentando l’altezza dei pensili sino ad arrivare a soffitto. Questo ci ha dato alcuni vantaggi: abbiamo aumentato la capienza, enfatizzato la linearità geometrica del layout, e dato slancio alla cucina. La cappa è stata incassata a scomparsa totale nel pensile nascondendola agli sguardi degli ospiti, e creando dei comodi vani all’interno utilizzabili per i prodotti pronto uso. Le basi si articolano invece creando il giusto mix tra cestoni e ante battenti, questo per poter sfruttare le potenzialità di entrambi: l’utilizzo delle aperture a cesto privilegia la comodità e la fruibilità ma preclude il posizionamento al suo interno di oggetti alti, tipo il frullatore o il mixer, che però possono esser comodamente tenuti all’interno della base con ante variando la posizione del ripiano interno. Questo è un aspetto da tener ben presente quando si progetta una cucina: se ti servono consigli o idee per la tua cucina segui questo link e sarò felice di aiutarti.
Fronte zona lavoro è stato posizionato il frigorifero free-standing incastonato tra la colonna dispensa e la colonna forno. Sopra al frigorifero abbiamo sfruttato lo spazio inserendo un pensile dalla profondità maggiorata con due specifiche funzioni: la prima quella di ricavare ulteriore spazio contenitivo, la seconda quella di creare una continuità geometrica tra le due colonne esterne.
Nel contempo ci siamo adoperati per creare la giusta mood board di tinte e finiture così da caratterizzare al meglio le linee distributive progettate.

Gli elettrodomestici

Quando progettiamo una cucina dobbiamo prestare massima attenzione anche agli elettrodomestici che andiamo a selezionare. Con Letizia ed Agostino abbiamo voluto privilegiare le potenzialità dei vari prodotti, selezionandoli tra i migliori proposti da Hotpoint. Per il forno si è optato per il top di gamma in quanto ha tutte le caratteristiche richieste: maxi vano di cottura da 73lt, oltre 50 funzioni, estetica lineare, pulizia fast clean a vapore e griglie telescopiche. Il piano cottura è stato selezionato dalla serie Luce con l’innovativa caratteristica “Direct Flame” che sfrutta gli oltre trecento microfori sullo spargifiamma per direzionare direttamente la fiamma al centro della pentola, ottimizzando i tempi di cottura e di conseguenza il risparmio energetico. La lavastoviglie ha funzioni come l’ossigeno attivo, i cesti FlexiLoad ed il motore inverter, che sfrutta il volano magnetico in sostituzione a quello meccanico con il risultato di aumentare le performance ed abbassare il livello sonoro lavorando al massimo a 43dba.
Il frigorifero free-standing è in acciaio e ha capacità combinata di oltre 450lt.
Logicamente abbiamo prestato massima attenzione alle classi energetiche in modo di impattare il meno possibile sull’ambiente, un aspetto a cui teniamo molto, oltretutto ottimizzando i costi di utilizzo nel tempo.

Il progetto finale visualizzato con il render fotografico.

Il piano di lavoro

In ultima analisi, ma non certo per importanza, abbiamo valutato insieme il prodotto da utilizzare come piano di lavoro della cucina. A Letizia ed Agostino piace cucinare con spensieratezza, nell’accezione positiva del termine, ma avevano anche l’esigenza che il piano creasse un contrasto cromatico senza scurire troppo il layout finale del progetto. Come tinta abbiamo optato per un tortora marcato, quasi marrone, mentre per il materiale abbiamo selezionato un agglomerato di quarzo di Silestone in finitura lucida. Questo ha aiutato il gioco di contrasti cromatici con i mobili della cucina, permettendo di avere un colore scuro che non diventasse predominante. L’agglomerato di quarzo è perfetto da utilizzare nell’ambiente cucina in quanto è molto performante e non delicato. Necessita ovviamente di alcuni accorgimenti per la pulizia al fine di preservarlo nel tempo, contattaci per scoprire quali.
Per enfatizzare la sua luminosità abbiamo inserito dei comodi led sotto pensile con comandi touch a sfioro, utili nel quotidiano e adatti a creare il giusto mood.
Interessante vedere come le fonti luminose incidono sull’arredo, un argomento trattato già dal nostro blogger Alberto in questo articolo.

Tre foto scattate da Letizia ed Agostino: la prima foto in alto a sinistra è la cucina installata mentre l’immagine in basso a destra è il render foto realistico.

Il finale

Il risultato finale è tutto riassunto nella foto sopra: la tavola imbandita, le luci accese, la cucina lineare e geometrica…tutto pronto per la Vigilia di Natale dello scorso anno.
Con Letizia ed Agostino che felici hanno scattato la fotografia per inviarcela.
Altre righe sarebbero superflue. In fondo nella fotografia è impresso il nostro lavoro, la nostra passione ed il nostro obbiettivo: arredare la vostra casa dei sogni.
Se anche tu hai questo sogno non attendere, contattaci a questo link ed iniziamo insieme il viaggio!

Arredare con la luce

Nella casa l’illuminazione riveste un ruolo di primaria importanza, al pari dell’arredamento; quindi se stai costruendo o ristrutturando devi porci particolare attenzione. Sapere come poter illuminare un ambiente e dove posizionare correttamente i punti luce in un’abitazione aiuta a valorizzare lo spazio e a creare una particolare atmosfera.

Se fino a pochi anni fa l’illuminazione della casa consisteva solo nel posizionare un lampadario a centro stanza e qualche lampada sparsa qua e là negli altri ambienti, oggi la progettazione prevede un vero e proprio studio delle luci; oltre alla funzionalità si pensa subito all’atmosfera che si vuole ricreare nelle varie zone della casa.

Render di progetto di un open space con studio delle luci

L’illuminazione della casa è fondamentale sotto diversi punti di vista:

  • È un elemento imprescindibile per la corretta fruibilità degli spazi. Ogni ambiente infatti necessita di una luce particolare in relazione alle varie mansioni che vengono svolte in quegli spazi;
  • Trasmette determinate emozioni e crea atmosfere grazie ai differenti accostamenti di punti luminosi e cromatici;
  • È un vero e proprio complemento d’arredo che valorizza lo spazio grazie a elementi di design sempre più ricercarti nelle forme e studiati al meglio dai lighting designer.

3 semplici consigli

Progettare e studiare l’illuminazione per la casa significa innanzitutto capire in quali zone sistemare i punti luce, avendo cura di distribuirli con criterio in base alla destinazione d’uso delle singole stanze. In secondo luogo è necessario capire, per ogni fonte luminosa, quale tipo di luce è necessaria (diretta o indiretta) e quale elemento luminoso può servire allo scopo (lampadario, lampada, faretto, striscia led, piantana, etc.)

Render di progetto notturno e diurno con diversi tipi di fonti luminose

Ecco quindi tre semplici consigli da seguire quando si predispone l’illuminazione della casa, per valorizzare gli ambienti nel modo giusto, senza farli sembrare più piccoli o bui di quanto realmente siano:

  • Scegli tipologie di illuminazione funzionali e non solo accattivanti dal punto di vista estetico (la funzione principale di una fonte luminosa è appunto quella di fare luce);
  • Prediligi luci a risparmio energetico (siamo sensibili alle tematiche ambientali);
  • Tieni sempre conto della destinazione d’uso di ogni stanza, della sua dimensione, dei colori delle pareti e della tipologia dell’arredo.

Illuminare la casa

Per illuminare la casa abbiamo a disposizione diverse opzioni, sia dal punto di vista progettuale, sia dal punto di vista degli elementi che possiamo utilizzare. Vediamo quali sono.            

  • LUCI PER AMPLIFICARE LA PERCEZIONE DEGLI SPAZI. Un ambiente che prevede pareti e arredamento scuro assorbe maggiormente la luce e fa sembrare lo spazio più piccolo rispetto alla realtà. La proposta in questo caso è quella di utilizzare grandi fonti luminose in vetro o in metallo, in modo che riflettano maggiormente la luce e rendano l’ambiente più ampio.
  • ILLUMINARE UNA STANZA PICCOLA. Un ambiente piccolo può limitare la scelta dell’arredo e dei colori, tuttavia una giusta illuminazione può ridimensionare i limiti di una piccola stanza. In questo caso è bene non optare per lampadari imponenti e lampade ingombranti, possiamo puntare su paralumi rivolti verso l’alto in modo che la luce riflessa dia l’illusione ottica di un ambiente più grande.
  • ILLUMINARE LE AREE DI LAVORO. Alcuni spazi della casa (una scrivania, un luogo di lettura, un piano di lavoro in cucina) richiedono una fonte di luce diretta e un’illuminazione generale non è sufficiente. Punti luminosi focalizzati e orientati in maniera sapiente rendono le zone operative più comode e affaticano meno la vista.
  • ILLUMINAZIONE MULTI LIVELLO. Un sistema di illuminazione progettato su più livelli vede la presenza di una serie di lampade che si collocano a diverse altezze: lampade a soffitto, lampade da parete, lampade da terra, etc. Questa combinazione di fonti luminose ti permette di regolare il livello di illuminazione nelle varie stanze in base alle tue esigenze.
  • LUCI DECORATIVE. Per valorizzare un particolare angolo della stanza dei faretti incassati nel cartongesso sono l’ideale; l’illuminazione decorativa infatti è una proposta eccellente se si vuole focalizzare l’attenzione su un arredo, rendendolo protagonista della stanza.

Esempi di illuminazione a soffitto https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/illuminazione/

La giusta luce per ogni stanza

Come scrivevo prima ogni stanza ha una funzione particolare e necessità differenti in fatto di luce, quindi bisogna prevedere anche un’illuminazione particolare adatta alle attività che si svolgono in quell’ambiente.

Vediamo di seguito qual è la giusta illuminazione per i tre ambienti principali della casa.

  • SOGGIORNO. Sicuramente è la parte della casa più complessa da illuminare poiché si svolgono attività differenti fra loro. Scegliamo quindi la luce diretta, ma anche quella diffusa o indiretta poiché dobbiamo prevedere un sistema di illuminazione specifico per ogni zona funzionale. Per la zona TV e quella destinata alla conversazione optiamo per una luce uniforme data ad esempio da faretti incassati abbinati a lampade da terra. Per la zona relax e la zona lettura invece è preferibile scegliere un’illuminazione che non affatichi la vista e quindi prevedere una lampada da appoggio o una piantana, entrambe da collocare alle spalle di poltrone e divani.
Illuminazione del living: le strip led affogate nei cartongessi creano architetture luminose mentre le luci pendenti illuminano correttamente la zona pranzo
  • CUCINA. In cucina l’illuminazione deve essere molto funzionale, intensa e nitida e preferibilmente priva di ombre. Optiamo quindi per luci dirette sulle zone operative, piano cottura e lavello, e sulle aree destinate alla preparazione dei cibi. In base alla progettazione della cucina e alla sua distribuzione inseriamo, in abbinamento alla luce diffusa, fonti luminose dirette come ad esempio led sottopensili o luci pendenti in corrispondenza dell’isola.

Led sottopensile per una corretta illuminazione del piano di lavoro e punti luce pendenti per una corretta illuminazione dell’isola

  • CAMERA DA LETTO. Oltre alla fonte di luce principale diffusa è necessario prevedere anche fonti di luce secondarie, come ad esempio luci da lettura poste dietro la spalliera del letto o sui comodini; l’importante che queste luci siano puntiformi in modo da non disturbare chi invece vuole riposare. Inoltre è utile prevedere anche un sistema di illuminazione per l’armadio, che può essere garantito da luci a led.
Illuminazione della zona notte: luci di atmosfera unite a fonti luminose puntiformi per facilitare la lettura

Arredare con la luce

La tendenza dell’ultimo periodo in materia di progettazione e arredamento con la luce è quella di integrare le fonti luminose nell’architettura d’interni fino quasi a farle scomparire. La flessibilità e la capacità di creare scenografie sempre diverse è la qualità più apprezzabile delle sorgenti luminose a scomparsa; con i led a incasso si possono disegnare piccole architetture di luce (cornici, archi, battiscopa) e situazioni in cui pavimenti, pareti e controsoffitti diventano essi stessi corpi luminosi.

Esempi di architetture luminose create con i led ad incasso https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/illuminazione/

Quali sono i vantaggi delle luci ad incasso? Prima di tutto rendono accogliente un ambiente senza sprecare spazio perché sono integrate direttamente in pareti e soffitti. Grazie a delle App sono in grado di creare atmosfere e scenari sempre nuovi personalizzando l’ambiente. Inoltre il loro utilizzo come segnapasso accanto ad una scala o nei corridoi, le rende alleate della sicurezza.

Le luci ad incasso contemporanee creano profili di luce sottili o puntiformi e trovano preziosi alleati nei controsoffitti e nelle pareti in cartongesso. Dove la sorgente luminosa è integrata completamente nell’architettura, fino a scomparire quasi del tutto, la luce diventa materia d’invenzione. Fili di luce possono essere nascosti dietro allo spessore del ripiano di una libreria o di una mensola. Strip led sapientemente progettate e posizionate esaltano un volume architettonico o d’arredo. Led inseriti nelle fughe dei controsoffitti hanno un doppio effetto: riproporzionano una stanza troppo alta e al tempo stesso illuminano correttamente l’ambiente (inoltre sono una soluzione molto utile se non si può o non si vuole intervenire direttamente sulle pareti, magari in mattoni a vista o con effetti materici particolari).

Giochi di luce https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/illuminazione/

Le nuove sorgenti luminose a led hanno cambiato radicalmente il modo di vivere la luce in casa per cui sia per i nuovi interventi, sia per le ristrutturazioni, la prima regola è quella di progettare lo schema di impianto elettrico con i relativi punti luce e le prese (magari previsti in eccesso rispetto al minimo indispensabile) prima o contemporaneamente al progetto degli arredi. E non, come spesso accade, in un momento successivo. Quindi se stai costruendo o ristrutturando casa contattaci ed insieme studiamo il progetto per illuminare al meglio la casa del tuo domani.

Come progettare una cucina con isola (parte seconda)

Eccoci di nuovo qui per tanti consigli utili su come progettare una cucina con isola che sia adatta allo spazio, all’uso che vuoi farne e in linea con l’estetica della tua casa.
Se non l’hai ancora fatto, leggi subito la prima parte nell’articolo pubblicato ieri, dove scoprirai come si dimensiona correttamente un’isola e quali sono gli elementi funzionali che la contraddistinguono.

Il bancone snack

Spesso parlando di isola i miei clienti mi raccontano di come già si immaginano seduti ad uno sgabello a fare colazione, o godere di un aperitivo con gli amici.
Gli sgabelli sono una soluzione affascinante, ma non sono l’unica possibilità!
L’isola può presentare diverse configurazioni:

  • isola tecnica/contenitiva: dedicata totalmente al suo lato funzionale di piano di lavoro e basi contenitive, non ospita nessun posto a sedere in modo da non sottrarre spazio alle funzioni sopra indicate. Utile quando si vuole ottimizzare lo spazio e si ha un tavolo in prossimità della cucina.
Cucina con isola contenitiva che ospita anche gli elementi tecnici della zona cottura e lavello. La sua particolarità è nei profili a gola che percorrono tutti i lati dell’isola, occupati da cestoni contenitivi, creando un design molto raffinato.
Isola contenitiva con vani ad ante tutte della stessa larghezza per dare armonia e regolarità.
  • isola con bancone snack e sgabelli: disposti solo su un lato, ad angolo, su lati opposti. O ancora con il bancone realizzato in continuità con il top dell’isola o con un materiale a contrasto. L’unico limite qui è la fantasia! Soluzione consigliata per un uso saltuario perché lo sgabello, seppur imbottito e con schienale, non è l’ideale in fatto di comodità e se hai bambini piccoli può essere una soluzione rischiosa. Da abbinare quindi alla presenza di un tavolo per pranzi e cene più confortevoli.
Isola contenitiva, con piano di lavoro aggettante per creare una zona snack da sfruttare con gli sgabelli.
  • isola con bancone ad altezza tavolo e sedie: per chi non vuole un tavolo indipendente ma una soluzione più originale, creando un’isola articolata e al tempo stesso comoda. Sconsigliata se a poca distanza si trova un tavolo fisso, l’effetto sarebbe quello di un doppione. Adatta invece nel caso in cui la cucina sia un locale separato dal salotto, oppure se è un open space e quello dell’isola risulta l’unico tavolo di casa (se fosse troppo piccolo si può sempre optare per inserire una consolle allungabile da utilizzare in presenza di ospiti).
In questo progetto l’isola e il tavolo da pranzo si fondono per creare un’unica struttura di grande impatto scenico. Viste le dimensioni generose della stanza il tavolo così realizzato può ospitare comodamente fino a otto persone.
  • isola “mista” che ospita al tempo stesso bancone con sgabelli e bancone ribassato con sedie: se lo spazio lo consente…perché no?!
Quest’isola, oltre ad essere dedicata alla zona cottura, ospita numerose sedute: due sgabelli per godersi un aperitivo relax, e quattro comode sedie per i pranzi di famiglia. Nell’altro lato della stanza oltre al living c’è un grande tavolo per le cene con gli ospiti.

Noi sai cosa potrebbe adattarsi meglio al tuo spazio? Contattaci, noi PersonalDesigners siamo pronti a valutare con te le soluzioni migliori!

Gli accessori

Un’isola per essere funzionale deve essere correttamente accessoriata, e qui ti presento gli elementi principali da prendere in considerazione.

  • La cappa. Se sulla tua isola hai il piano cottura dovrai pensare a come filtrare e/o allontanare i fumi di cottura. Oggi ci sono davvero un’infinità di soluzioni: dalla classica cappa in acciaio, alla cappa a lampadario,a quella incassata nel controsoffitto; dalla cappa down-draft alla cappa integrata nel piano cottura (se ti interessa questo argomento faccelo sapere nei commenti e faremo un articolo dedicato).
Un bell’esempio di cappa a T in acciaio, dalla forma asimmetrica permette di illuminare uniformemente tutto il piano dell’isola grazie alle barre a led integrate. Inoltre può essere utilizzata per appoggiarvi piccoli oggetti, come i barattoli delle spezie o delle piante decorative.
  • L’illuminazione. A prescindere da come è organizzata la tua isola, avrai bisogno di illuminarla al meglio per avere la massima funzionalità. Se hai la cappa la luce che fornisce potrebbe essere sufficiente, oppure potresti integrarla con led o faretti incassati, o ancora prevedere delle luci a sospensione. Anche qui hai tantissime possibilità da valutare in funzione delle esigenze pratiche ma anche dello stile della tua casa.
L’illuminazione dell’isola è garantita da una striscia led incassata nel controsoffito: abbiamo optato per questa soluzione per non creare un altro elemento a sospensione che sarebbe stato in conflitto con quelli posti sopra al tavolo da pranzo.
  • Le prese di corrente. A meno che il pavimento della casa sia già ultimato e non si possano fare modifiche, ti suggerisco di prevedere sempre delle prese di corrente sulla tua isola: saranno preziose per tutti gli elettrodomestici che semplificano di molto la vita in cucina ai nostri giorni. Anche qui le soluzioni sono varie: torrette a scomparsa, soluzioni scorrevoli o rotanti, elementi per la carica wireless del cellulare…
Esempio di una presa di corrente da posizionare sul top dell’isola https://www.doimocucine.com/guida-alla-scelta/piani-di-lavoro/

Si tratta di elementi tecnici molto importanti, e come tali richiedono conoscenza approfondita e aggiornamento sulle ultime novità disponibili.
Noi PersonalDesigners stiamo al passo con i tempi proprio per offrirti le alternative migliori, contattaci e saremo felici di illustrartele!

I falsi miti

Anche nel mondo dell’arredo i falsi miti si sprecano, ecco qui i più diffusi:

  • Se non hai una stanza enorme o un open space l’isola non si può realizzare.
    FALSO: lo spazio è importante, ma a volte ne basta meno di quanto immagini. Un bravo professionista può fare miracoli con una corretta progettazione!
  • L’isola non è pratica.
    FALSO: come per ogni questione legata a funzionalità ed estetica si entra in un campo molto soggettivo, e ciò che per me è bello e pratico, potrebbe non esserlo per te e viceversa. E’ per questo che progettiamo sulle specifiche esigenze, tue e della tua casa, per darti un risultato funzionale!
  • L’isola è un elemento molto costoso della cucina.
    FALSO: l’isola in sé non ha un costo più elevato perché è costruita con gli stessi moduli che compongono il resto della cucina. E’ chiaro che se considero una cucina lineare, e a quella cucina aggiungo un’isola, costerà di più perché è composta da più elementi.
  • L’isola va bene solo se stai progettando una cucina in stile moderno.
    FALSO: ti lascio qualche immagine presa dalla nostra bacheca Pinterest dedicata alle cucine, perché le trovo più efficaci delle parole!

La tempistica della progettazione

Questo è un argomento che ci è particolarmente caro perché spesso viene sottovalutato da chi sta costruendo o ristrutturando casa. Si pensa che, dato che i mobili sono l’ultima cosa ad essere inserita in casa, siano anche l’ultima a cui si debba pensare. Nulla di più sbagliato, soprattutto se si progetta una cucina con isola!
Come abbiamo visto, a meno che non si opti per un’isola priva di lavello e piano cottura, è sempre necessario prevedere il passaggio di tubature e cavi nel pavimento per poter rendere l’isola operativa, senza dimenticare la cappa, che spesso sfociando direttamente sul tetto viene realizzata in concomitanza ad esso!
Di conseguenza la progettazione della tua cucina dovrà essere una priorità fino dalle fasi iniziali del progetto, e sicuramente prima dell’inizio dei lavori.
L’ideale è studiarla parallelamente alla disposizione dei muri interni di casa, in modo che se dovessero servire anche solo 10 cm in più per realizzare l’isola dei tuoi sogni, sarebbe ancora possibile pianificare una diversa posizione delle tramezze prima di depositare in comune i progetti per la costruzione/ristrutturazione.

Un’isola operativa con lavello e cottura richiede un’attenta pianificazione prima di iniziare a costruire o ristrutturare casa. Non perdere l’occasione di creare qualcosa di unico, pensaci per tempo!

Sogni da sempre una cucina con isola? Cosa aspetti, contattaci per iniziare a progettarla!
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Come progettare una cucina con isola (parte prima)

Negli ultimi anni l’isola in cucina è diventata uno dei requisiti più importanti e richiesti. Sinonimo di modernità e convivialità, si è trasformata nel sogno di moltissime persone.
Vediamo insieme quando è possibile realizzarla, come organizzarla, come inserirla nei vari stili e sfatiamo anche qualche falso mito!

Cucina con piano cottura e lavello a parete, isola come piano d’appoggio con sgabelli e blocco colonne con frigo americano

Cosa si intende per “isola” in cucina

L’isola è un blocco composto da basi (quegli elementi della cucina che poggiano a terra), assemblate tra loro in modo da essere rifinite sui quattro lati e posizionate al centro della stanza, con passaggi su ogni lato. In alcuni casi, quando gli spazi sono più limitati o per particolari esigenze impiantistiche, l’isola viene addossata con uno dei lati corti ad una parete. Non si ha quindi passaggio su ogni lato ma solo su tre, tuttavia si configura come un blocco staccato dal resto della cucina (a differenza della soluzione con penisola dove il piano di lavoro la unisce al resto delle basi, poste tradizionalmente contro al muro).

Esempio di isola addossata alla parete. In questo caso abbiamo la presenza sull’isola del piano cottura, con un top in quarzo per la parte operativa e un bancone in laminato effetto legno in corrispondenza della zona snack con gli sgabelli. Se vuoi vedere più immagini di questo progetto le trovi qui!
Un altro esempio di isola addossata al muro: in questo caso si tratta di un’isola contenitiva con piano d’appoggio in legno masello, dedicata a zona snack con sgabelli.

Nella mia casa ci sta l’isola?

Penso che sia la domanda che ho ricevuto più spesso da quando progetto interni!
Le dimensioni dell’isola sono dettate dalle dimensioni della stanza e dalla necessità di potersi muovere comodamente attorno ad essa, sui quattro o tre lati.
Il mio suggerimento è di prevedere tra l’isola e la parte di cucina a parete, una distanza tra i 90 cm ed i 120 cm. Queste misure assicurano di poter passare tra i due blocchi funzionali e lavorare comodamente, senza essere compressi nello spazio ma nemmeno senza avere tutto troppo distante perché sarebbe scomodo.
Ai lati e sul retro dell’isola gli spazi di passaggio sono da valutare in base a cosa circonda l’isola stessa: muri, aperture finestrate, altri arredi, zone di passaggio…
In più il tipo di isola che vuoi creare (vedi paragrafo successivo) può richiedere maggiore o minore spazio.
Il nostro lavoro di Personal Designer consiste proprio nello studiare tutti questi fattori e poterti dire con tutta tranquillità se l’isola è la soluzione adatta in casa tua, o se gli spazi suggeriscono altre conformazioni più funzionali. Contattaci per scoprirlo!

Come organizzare una cucina con isola

Il principio base nell’organizzazione di ogni cucina è il cosiddetto triangolo funzionale: ogni cucina è dotata di una parte di conservazione del cibo (dispensa e frigorifero), una parte dedicata al lavaggio (lavello e lavastoviglie) e infine la zona cottura (piano cottura e forno). Si prende il cibo da dove è conservato, lo si lava e lo si cuoce: queste tre funzioni sono i vertici del triangolo funzionale, rappresentano i punti tra cui ti sposterai continuamente lavorando in cucina. Devono pertanto essere abbastanza vicini tra loro ma intervallati da comodi piani di lavoro e senza ostacoli che impediscano il passaggio (se ti interessa approfondire, abbiamo trattato questi concetti nell’articolo sullo spazio funzionale).

L’isola può quindi essere dedicata a diverse funzioni:

  • isola operativa: dotata sia di zona cottura che di zona lavaggio. Ospita quindi lavello e lavastoviglie (che per essere pratici devono sempre essere adiacenti) e il piano cottura. Con questa tipologia, se le dimensioni sono sufficientemente generose, è possibile ricavare tutto il piano di lavoro direttamente sull’isola e utilizzare la parte a muro per frigorifero e una capiente dispensa realizzata con colonne, in cui poter inserire anche forno e microonde ad incasso per averli ad un’altezza più comoda. Se invece hai bisogno di un piano di lavoro più ampio o possiedi molti elettrodomestici da appoggio (che tieni sempre a vista e non starebbero bene su un’isola a centro stanza), è bene ricavare un piano di lavoro anche lungo la parete.
    Questa soluzione ti consente di passare la maggior parte del tuo tempo in cucina non più rivolto verso al muro, ma verso il centro della stanza, è quindi una soluzione molto adatta alla convivialità, soprattutto se l’isola viene anche utilizzata come bancone snack con posti a sedere.
Isola operativa con piano cottura e lavello, con il lato opposto suddiviso tra spazio contenitivo e bancone snack; a muro parete con colonne che ospitano frigorifero ad incasso, forno e spazio dispensa. Sulla parete di sinistra area “bar” con cantinetta e pensili.
Altro esempio di sola operativa con piano cottura e lavello, abbinata a colonne con inserimento di frigorifero americano, forno e cantina vini.
  • isola operativa con solo la zona cottura: il piano cottura viene posizionato sull’isola, mentre il lavello nella parte lungo la parete. E’ una soluzione adatta quando non si ha sufficiente spazio per posizionare entrambi gli elementi funzionali sull’isola e si desidera cucinare senza stare rivolti verso la parete. In questo caso è bene che isola e parte a muro non siano troppo distanti, e che il lavello sia il più possibile vicino al piano cottura, in modo da facilitare operazioni come lo scolare la pasta. E’ una soluzione utile anche per chi non è molto ordinato e tende ad accumulare cose nel lavello: lasciandolo lungo la parete risulta meno visibile che non ad averlo a centro stanza. Può essere utile anche nel caso in cui non sia tecnicamente possibile portare gli impianti dell’acqua a centro stanza, cosa molto importante e da considerare nei casi in cui si ristruttura.
Cucina con isola che ospita il piano cottura. Sul lato opposto bancone snack per sgabelli realizzato con un asse sovrapposta.
  • isola operativa con solo il lavello: è l’opposto della soluzione precedente. Adatta a chi non ama cucinare a centro stanza perché teme che gli schizzi possano diffondersi maggiormente e preferisce una soluzione più tradizionale. Adatta anche a chi vuole una cappa aspirante posizionata sopra al piano cottura ma per tipologia di soffitto non riesce ad installarla.
Isola con lavello; il piano cottura è posizionato a parete e ha una cappa a scomparsa nel pensile.
  • isola piano di lavoro: in questo caso nessuno degli elementi funzionali viene posizionato sull’isola, che viene totalmente dedicata a piano di lavoro. E’ la soluzione giusta se non ami avere lavello e zona cottura troppo in vista, ma vuoi un piano d’appoggio e di lavoro più ampio, oltre a creare ulteriore spazio contenitivo. Adatta anche nel caso in cui sia impossibile portare gli impianti a centro stanza.
Isola contenitiva e totalmente dedicata a piano di lavoro, con top e fianconi sporgenti per riquadrare l’area snack degli sgabelli

Come vedi le opzioni sono molteplici, e spesso non è semplice individuare la soluzione giusta. E’ qui che entra in gioco la figura del Personal Designer che, attraverso un percorso insieme, ti guida alla configurazione più adatta alle tue abitudini e alla tua casa.
Contattaci per capire qual è la soluzione perfetta per le tue esigenze!

Ma non finisce qui…ci sono molte altre cose che devi sapere per creare un’isola bella e funzionale per la tua cucina, torna domani per leggere il seguito, ti aspettiamo!
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Smart working con stile

Sempre più spesso il lavoro in ufficio si sta trasformando in lavoro da casa, il cosiddetto smart working, e questa recente emergenza sanitaria ci ha dimostrato quanto questa evoluzione del modo di lavorare sia più che mai attuale e, in alcuni casi, fondamentale e necessaria.

Anche delle semplici mensole sono ideali per ricreare uno spazio per lo smart working https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/studio/

Se come me in questo periodo stai lavorando da casa, ti sarai accorto di alcune piccole rivoluzioni quotidiane: innanzitutto non dover raggiungere l’ufficio ogni giorno, il caffè con i colleghi durante le pause o anche semplicemente il fatto di non doversi vestire per forza bene. Tuttavia il cambiamento delle proprie abitudini non è sempre una cosa negativa, anzi, impara a guardare il lato positivo di questa situazione: puoi creare a casa l’ufficio dei tuoi sogni!

Lo spazio giusto

La scelta dello spazio da destinare per il nuovo ufficio è fondamentale. Sia che tu abbia una stanza dedicata oppure che ricavi un angolo studio in un ambiente della casa, il mio consiglio personale è quello di avere uno spazio definito per lo smart working; questo ti permetterà di identificare quell’area come uno spazio da dedicare esclusivamente al lavoro e mantenere la concentrazione senza troppe distrazioni

Esempi di spazi creati per lo smart working in diversi ambienti della casa https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/studio/

Se la tua casa non ti permette di ricavare uno spazio dedicato allo smart working, cerca di trovare una soluzione più flessibile e adatta alle tue esigenze. Lo spazio per posizionare una scrivania non è sufficiente? Riorganizza il tavolo del living dividendolo idealmente in due sezioni, una da dedicare al lavoro e l’altra per il pranzo e la cena. In questo modo riesci ad ottimizzare lo spazio che hai a disposizione per due diverse funzioni, ritagliandoti un angolo dedicato solo al lavoro.

La mia nuova postazione per lo smart working: lavorare sotto al portico, all’aria aperta, circondato dal verde rende le giornate lavorative meno stressanti

Se ti piace stare comodo puoi pensare di organizzare lo smart working sul divano davanti alla finestra oppure restare a letto con il laptop e lavorare tutto il giorno sdraiato, organizzarti con tavolini salvaspazio e sedute e perché no, se ne hai la possibilità, allestire uno spazio sul terrazzo o in giardino (come ho fatto io).

Illuminazione

Quando scegli uno spazio da destinare allo smart working non dimenticarti della luce perché la giusta illuminazione è la chiave per lavorare bene e creare un ambiente confortevole. Trova un luogo con fonti di luce naturale, il sole rende tutto più rilassante non solo per lo spirito, ma anche per la vista.             

Esempio di lampada da scrivania di design per illuminare il tuo piano di lavoro https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/lampade/

Se hai la possibilità di collocare una scrivania o un piano di lavoro vicino alla finestra, posizionala in modo perpendicolare rispetto alla fonte di luce; in questo modo non verrai abbagliato direttamente e non ci saranno riflessi sul monitor del tuo PC. Inoltre, se lavori anche di sera o per le giornate buie e uggiose, è indispensabile avere anche una fonte di luce artificiale, una lampada da scrivania che ti permetta di illuminare tutto il piano di lavoro, senza zone d’ombra che possono affaticare gli occhi.

Stiamo comodi

Se passi molte ore davanti al computer, assumere una posizione corretta è molto importante per evitare qualsiasi problema posturale. Non solo: una seduta scomoda è davvero la via più facile per perdere la concentrazione! La postura davanti al PC è sempre poco naturale, quindi una buona seduta può aiutare a scongiurare fastidi; una poltroncina o sedia con braccioli è sempre la più indicata allo scopo.

Diversi esempi di sedute confortevoli https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/studio/

Se la postazione per lo smart working è usata per poco tempo, solo per dare un’occhiata alla mail, ai social o sistemare rapidamente qualche documento, si può puntare molto di più sull’estetica che sulla comodità e quindi una normale sedia andrà benissimo.

Un consiglio che ti do è quello di evitare, se possibile, lo sgabello; sicuramente risulta pratico e il suo spazio di ingombro può essere ridotto riponendolo sotto la scrivania a fine giornata, tuttavia non garantisce una postura corretta e a fine giornata ti ritroverai doppiamente stanco.

Accessoriati

Affinchè risulti tutto più comodo e ordinato, organizza la tua postazione e lo spazio attorno a te. Raccoglitori, schedari, contenitori sono utilissimi per avere tutto a portata di mano e in questo modo la scrivania risulterà più libera e meno caotica. Per rendere lo smart working efficiente è importante che nella zona di lavoro ogni cosa sia in ordine. Cerca di tenere a portata di mano, nel tuo raggio d’azione, tutto quello di cui hai bisogno; una scrivania ordinata e ben organizzata ti aiuterà a lavorare in modo più concentrato e rilassato. 

Circondati di verde. Aggiungi qualche pianta vicino alla scrivania o al tuo spazio destinato allo smart working, ti aiuterà a rilassarti e a purificare l’aria della stanza. Se non sei un pollice verde scegli qualche pianta facile da curare: ad esempio il pothos che predilige ambienti luminosi oppure la zamia che non richiede di essere esposta alla luce diretta del sole. Personalmente adoro la monstera deliciosa che oltre ad essere facile da coltivare ha un carattere decisamente ornamentale con grandi foglie frastagliate.

Monstera deliciosa e pothos per arredare casa https://www.pinterest.it/PersonalDesigners/arredare-con-le-piante/

Un diffusore di vapore e oli essenziali può essere utile per evitare che l’aria di casa diventi troppo secca, inoltre alcuni oli essenziali favoriscono la concentrazione e riducono lo stress. Puoi anche accendere candele profumate e incensi per rendere le giornate di smart working più rilassanti; lavorare avvolti da una bella atmosfera, infatti, migliora l’umore e rende più produttivi.

Un supporto per il laptop può essere utile per lavorare con il computer portatile da una qualsiasi superficie che non sia una scrivania o un piano di lavoro.

E tu come ti sei organizzato per lo smart working? Lascia un commento qui sotto o mandaci delle foto del tuo nuovo spazio di lavoro.